Allievi del Torrente

“Allievi del Torrente” per “Da Parigi a Parigi, via mare” – acquerelli appuntati e haiku, 2025. Presso Fantoni Hub, Bergamo.

Per questo progetto mi sono avventurato in una cosa che desideravo da tempo: approfondire un luogo, a me caro, che più volte, in momenti diversi della mia vita mi ha in qualche modo richiamato per tornarci.
Momenti di gioia, leggerezza, ma anche momenti di scelte importanti, talvolta scomode.

Si tratta del sentiero delle pozze di Bonacina, località di Lecco.
Un luogo che cambia totalmente aspetto a pochi metri dal centro abitato, in particolare dalla località chiesa Sant’Egidio, piccola chiesa sconsacrata in fase di restauro.

Qui scende il torrente Caldone, nato dalla confluenza di diversi corsi d’acqua del territorio di Morterone.

Un torrentello conosciuto pressoché solo dai lecchesi, ma che è diventato la principale fonte di ispirazione di questo progetto, assumendo un ruolo simile a quello di un insegnante o fratello maggiore.

Il torrente crea suoni, talvolta anche molto forti, ma mai veramente fastidiosi o irrompenti.
Un suono in cui il silenzio del cuore non viene profanato, ma custodito.
Canta quindi secondo me, senza fare “rumore”.

Il torrente scorre, fluisce, non trattiene dentro di sé e non bada a compromessi nel suo percorso ed in questo trova la sua forza e bellezza.
Il torrente sa coniugarsi armoniosamente con l’ambiente circostante pur rimanendo sé stesso.
Trasforma in sculture le rocce sulla quale scorre e irriga la terra accanto a cui passa, portando la vita.

Da Gennaio fino ai primi di Giugno mi sono recato più volte in questo posto, in fasi diverse del giorno, assistendo al delicato risveglio da inverno a primavera e l’anticamera dell’estate.

Gli scritti che accompagnano le illustrazioni si trovano in un luogo di incontro tra piccole poesie, haiku occidentali e preghiere.

Una raffigurazione del pellegrinaggio interiore che compie l’uomo durante le sue passeggiate solitarie immerso nella natura, scendendo in sé stesso per riascoltare il suo cuore.

La natura è il canale principale, ma anche e soprattutto il silenzio.
Un silenzio che richiama un altro silenzio, quello dello spirito dell’uomo, ormai sempre più difficile da ascoltare.

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