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Il Canto delle Rondini

Mostra e poetica
Un popolo da sempre attento a cogliere la bellezza effimera del cambiamento delle stagioni e ad esaltare con eleganza i più umili elementi della natura.
L’artista si ispira allo stile pittorico “Nihonga” (letteralmente pittura del Giappone) e lo sceglie come viatico della propria poetica che vuole essere, attraverso la contemplazione dei più piccoli e preziosi dettagli del creato, un invito a cogliere la firma di un Artista molto più grande di noi.



“Il canto delle rondini” è un inno alla bellezza semplice che circonda ogni nostro giorno.
Con umiltà è lì, davanti ai nostri occhi e accanto ai nostri piedi, come ad alimentare dentro il cuore dell’uomo la fiammella della speranza.
Alla rondine è attribuita una ricca simbologia.
Già nelle civiltà precristiane veniva associata, per il volo ardito verso il cielo e per il verso dolce e incessante, alla preghiera ininterrotta.
Nell’iconografia cristiana è invece simbolo di Resurrezione e Speranza.


“Il canto delle rondini” a cura di Antonio D’amico, direttore del museo Bagatti Valsecchi, presso Libreria Bocca, la libreria più antica d’Italia dal 1775.
Dal 1 Dicembre 2024 al 10 Gennaio 2025.
I dipinti esposti sono realizzati secondo le tecniche della pittura tradizionale giapponese Nihonga.
I materiali di origine naturale utilizzati sono pigmenti in polvere, tra cui il gofun (antico pigmento bianco ricavato dalla frantumazione delle conchiglie d’ostrica) acquerelli giapponesi, pennelli sakuyo, carta artigianale giapponese Torinoko, cartoncini shikishi e foglia metallica d’argento e d’oro zecchino.
I telai di legno sono intelaiati a mano secondo la tecnica Mizubari con carte giapponesi e italiane.



